VET

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Il progetto si pone come obiettivo la definizione di uno spazio collettivo di alta qualità architettonica che permetta di trasformare un parcheggio in uno spazio aperto flessibile. Si vuole in questo modo favorire la configurazione di uno spazio che possa essere sia di supporto alla funzione liturgica, sia di ampio utilizzo per la cittadinanza. Il progetto prevede una porzione della pavimentazione disegnata con strisce parallele bocciardate, di larghezza differente, posate a correre che rallentano la camminata durante l’ingresso. Il resto del sagrato viene invece rivestito con lastre di pietra a spacco, squadrate a mano, posate in modo irregolare. I cordoli tra le diverse campiture sono realizzati con smolleri tranciati. I ciotoli di fiume all’ingresso segnano invece la soglia verso la strada. Le diverse finiture (bocciardata, tranciata, a spacco) del medesimo materiale (pietra arenaria locale)permettono di creare una pavimentazione caratterizzata da diverse grane che consentono numerosi riflessi di luce. 1 2 ► anno: 2012-13 luogo: Vetto (RE) committente: privato superficie: 400 mq programma: riqualificazione spazio aperto servizi: progetto preliminare, definitivo, esecutivo, direzione lavori A. M. Azzolini con C....
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Il planivolumetrico articola i volumi di progetto in una successione di edifici in linea che compongono spazi urbani gerarchicamente ordinati lungo due assi prospettici principali e alcune variazioni legate ad episodi locali. Il progetto è concepito organizzando un percorso pedonale che ordina gli edifici e rimane distinto da quello carrabile attestando quattro edifici residenziali sull’asse principale del piano urbanistico, che sfocia nell’area del Parco delle Rogge. Le testate sul viale pedonale contengono gli accessi degli edifici, mentre verso sud si affacciano le testate con i loggiati dei soggiorni. Il numero totale degli alloggi è di circa 140 per un totale di 31.500 mc.  anno: 2011-2017 luogo: Rozzano (MI) committente: SBGarchitetti per CMB superficie: 31.500 mc programma: complesso residenziale per 140 alloggi servizi: variante P.I.I., progetto preliminare, definitivo, A. M. Azzolini, A....
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Ogni progetto dovrebbe farsi tramite per un’eredità urbana in grado di migliorare la qualità della vita. Agire sulla QuotaZERO significa potenziare l’insieme degli spazi pubblici, semi-pubblici e semi-privati che costituiscono l’ossatura della città. QuotaZERO è il luogo di interrelazione per eccellenza, è lo spazio dove si consumano le complesse vicende della vita pubblica, è lo spazio delle strade, delle piazze, dei sagrati, dei parchi… è lo spazio della collettività. Tramite l’ampliamento del Museo Diocesano, QuotaZERO significa creare un’interfaccia attiva tra C.so di Porta Ticinese e il Parco delle due Basiliche, generando nuovi luoghi vivibili tra strada e parco. E’ il suolo infatti l’elemento di connessione chiamato a mettere a sistema le specificità dell’area. Il chiostro di S. Eustorgio viene inserito nei circuiti cittadini ed aperto alle dinamiche urbane e il chiostro diventa quindi un’antesala del museo, un spazio urbano che si lascia permeare dalla cultura del museo, uno spazio museale che si lascia coinvolgere dalle dinamiche esterne. L’intervento di ricomposizione urbana agisce sul margine frammentario dell’isolato rivolto verso il Parco delle due Basiliche ridefinendone il limite, consentendo di attivare una permeabilità all’interno di un sistema poroso di pieni e vuoti alternati, aprendo nuove “soglie di interazione”. Il progetto ha ricevuto la menzione al Premio Mantero 2009, è stato esposto al salone d’onore della Triennale di Milano in occasione del premio Rotararch 2009, di cui ha ricevuto pubblicazione. E’ stato inoltre pubblicato sul giornale di Facoltà e risulta tra i progetti segnalati dalla Consulta Nazionale degli Architetti in Archiprix 2010. anno: 2008-09 luogo: Milano (MI) programma: ampliamento Museo Diocesano, riqualificazione spazio aperto, complesso residenziale servizi: progetto preliminare avanzato con dettagli...
AAA

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Il progetto prevede la configurazione di un sistema aperto e permeabile al quartiere che possa promuovere la collaborazione e l’interazione tra gli individui. Viene configurato un sistema di spazi aperti articolato, in grado di essere da supporto per usi diversificati, e un sistema modulare di edifici che permetta il cambiamento delle funzioni al loro interno. Si configura così un sistemi di edifici e spazi aperti alla scala umana che possa fungere da connessione tra il nuovo quartiere in costruzione e la recente realizzazione del quartiere Milano Santa Giulia. guarda il video [youtube] anno: 2013 luogo: Milano (MI) programma: riqualificazione spazio aperto, servizi collaborativi, complesso residenziale servizi: concorso A.A.A. Architetti Cercasi 2013 C. Marra con A. M. Azzolini, A. Mannino e con F. Bonanomi, A. M. Cuccu, M. D’angelo, E. Fusi, D. R. La Marca, S....
LAQ

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Domande sociali, economiche, ambientali, tipologiche, costruttive, energetiche, trasportistiche, finanziarie attendono dal progetto una risposta unitaria di qualità, senza essere in grado di esprimersi compiutamente. Il progetto va quindi usato come sonda per far emergere il significato di quelle domande, e soprattutto la loro integrazione. E’ la individuazione di uno scenario fisico-ambientale a farsi carico di tematizzare il progetto unitario. Solo quello scenario è infatti in grado di utilizzare un primo apporto dei diversi punti di vista, facendosi in seguito verificare da un loro più completo contributo, giungendo così a definirsi come ‘progetto urbano’. Un progetto che si appoggia alla molteplicità dei segni, delle occasioni, dei progetti e dei processi in atto. Riteniamo che la corretta sequenza delle azioni costituenti uno scenario in grado di affrontare la ricostruzione, dovrebbe essere la seguente: a- valutare la condizione degli edifici che definiscono i due assi ortogonali del tessuto centrale de L’Aquila -corso Vittorio Emanuele e via Roma- e di piazza Duomo, senza alcuna concentrazione di attenzione sui monumenti b- recuperare le funzioni e la fisicità dei due assi e della piazza, con estensione di attenzione alla prosecuzione degli assi fuori del tessuto compatto c- assicurare le funzioni di servizio nei centri urbani minori, meno colpiti dal terremoto, (ospitanti 37.000 persone sulle 73.000 del Comune de L’Aquila), e insieme favorire l’accessibilità territoriale tra essi e la città centrale d- disegnare legami tra i quartieri nuovi realizzati dal programma C.A.S.E., le funzioni di servizio nei quartieri antichi -i centri urbani minori-, la città centrale, e la rete di accessibilità e- mettere in evidenza, a partire dai punti precedenti, il ‘territorio urbano’ de L’Aquila, da...