LAQ

Domande sociali, economiche, ambientali, tipologiche, costruttive, energetiche, trasportistiche, finanziarie attendono dal progetto una risposta unitaria di qualità, senza essere in grado di esprimersi compiutamente. Il progetto va quindi usato come sonda per far emergere il significato di quelle domande, e soprattutto la loro integrazione. E’ la individuazione di uno scenario fisico-ambientale a farsi carico di tematizzare il progetto unitario. Solo quello scenario è infatti in grado di utilizzare un primo apporto dei diversi punti di vista, facendosi in seguito verificare da un loro più completo contributo, giungendo così a definirsi come ‘progetto urbano’. Un progetto che si appoggia alla molteplicità dei segni, delle occasioni, dei progetti e dei processi in atto.

Riteniamo che la corretta sequenza delle azioni costituenti uno scenario in grado di affrontare la ricostruzione, dovrebbe essere la seguente:

a- valutare la condizione degli edifici che definiscono i due assi ortogonali del tessuto centrale de L’Aquila -corso Vittorio Emanuele e via Roma- e di piazza Duomo, senza alcuna concentrazione di attenzione sui monumenti

b- recuperare le funzioni e la fisicità dei due assi e della piazza, con estensione di attenzione alla prosecuzione degli assi fuori del tessuto compatto

c- assicurare le funzioni di servizio nei centri urbani minori, meno colpiti dal terremoto, (ospitanti 37.000 persone sulle 73.000 del Comune de L’Aquila), e insieme favorire l’accessibilità territoriale tra essi e la città centrale

d- disegnare legami tra i quartieri nuovi realizzati dal programma C.A.S.E., le funzioni di servizio nei quartieri antichi -i centri urbani minori-, la città centrale, e la rete di accessibilità

e- mettere in evidenza, a partire dai punti precedenti, il ‘territorio urbano’ de L’Aquila, da trattare come città, senza attenzione agli eventuali confini comunali

f- proteggere e risignificare il tracciato storico della transumanza, la linearità dell’Aterno e dei boschi, come struttura geografica del ‘territorio urbano’

g- detassare regionalmente e temporalmente i combustibili per autotrazione all’interno del ‘territorio urbano’

h- assicurare la ripresa del lavoro nelle zone produttive.

anno: 2010

luogo: L’Aquila

committente: Politecnico di Milano

programma: Una nuova armatura urbana per una mobilità sostenibile

 

A. M. Azzolini, con C. Macchi Cassia, E. Bartolini, N. Basso, M. Bertoldi, P. Gatti, P. Ianni, M. Maggioni, R. Mastropirro, M. Moayery, A. Pola,  A. Rezallah, P. Doulabi

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Posted on

28 maggio 2014